Ultimamente siamo logorroiche. Siamo infatti così privilegiate da ritrovarci a lavorare ai loghi che saranno la faccia orgogliosa di tanti piccoli business. E’ un lavoro di responsabilità, non si può negarlo, perché in un logo vengono riposte tante speranze e progetti e proprio  per questo, fino a qualche tempo fa, per noi il primo impatto con un logo era di terrore e panico e procrastinazione senza frontiere. Non abbiamo studiato da grafiche, ma da illustratrici e fumettiste e, lo sappiamo bene, in alcuni circoli di puristi ci sputerebbero nel tè prima di servirlo e ci metterebbero le puntine sulle sedie. Ma siccome da un po’ stiamo seguendo furiosamente il cammino della meraviglia, abbiamo deciso di infischiarcene e di darci dentro. Con le nostre diverse capacità abbiamo tanto da offrire e nel metterle insieme possiamo creare qualcosa di davvero personale e unico.

Mettere l’elmetto in testa e infilarsi in trincea vuol dire prima di tutto capire cosa voglia il cliente, poi fare un mucchio di ricerca e poi mettersi a scarabocchiare. E lo scarabocchiare raggiunge a volte proporzioni epiche. Soprattutto se la sottoscritta si mette in testa di provare a scrivere qualcosa, mentre Luisa è impegnata in mille altre cose.

Fogli e fogli vengono riempiti con una o un paio di parole e non ve li faccio neanche vedere i primi fogli perchè farebbero piangere chiunque. Si parte con l’iniziale scritta nei modi più svariati e strampalati e poi si passa al nome intero. Con l’ultimo logo a cui abbiamo lavorato avevo una sola parola a cui dedicarmi e alla fine dei giochi credo di averla scritta almeno 500 volte. Ormai potrei ritrovarmi a firmare assegni usando quella parola tanto mi è famigliare.
Ma come dicevo l’inizio fa veramente pena, ma serve principalmente per escludere delle possibilità chiaramente impraticabili o follemente ridicole. Poi scelto un certo stile si procede testardi come muli. A scrivere e scrivere. Il momento più complicato è quando si arriva a 3/4 del lavoro, quando tutto sembra uno schifo e la speranza abbandona il mondo. E’ una sensazione divertente da ricordare quando si è dall’altra parte del tunnel intenti a sorseggiare un tè con un risultato definitivo in mano. Ma sul momento è un patema vero che credo che tutti quanti conosciamo bene. Quel delizioso istante in cui ci si sente davvero inutili e incapaci e il sentimento predominante è quello di buttarsi sul divano sotto una coperta mentre con della benzina si da fuoco a tutto il lavoro fatto fino a quel momento per dimenticarlo per sempre. Insomma, quel preciso momento in cui ci si sente proprio delle merdacce. Eppure ho scoperto che è proprio quello il punto decisivo. Quello in cui con un ultimo sforzo supremo si può proseguire e trovarsi in discesa quasi subito dopo. Perché basta essergli sopravvissuti a per sentirne i primi benefici.

loghi collage

Si continua testardi e piano piano lo schifo riprende a modificarsi e a migliorare. E la scritta che prima si incastrava nel foglio come una catastrofe incomincia a scorrere liscia e agevole e a prendere proprio la forma che avevate in mente. Poi il sollievo vale tutte le maledizioni precedenti. E io ho Luisa che arriva con un pennarello e in cinque secondi trasforma la mia sottile scritta in penna in una bella roba panciuta e sinuosa. E vabbè! Se volete ogni tanto ve la presto 😛

Comunque ancora una volta si è dimostrato che sopravvivere alle seghe mentali diventa fondamentale. Non c’è niente che non si possa ottenere con il giusto lavoro (vediamo se me ne convinco XD). E se il risultato non sarà magari ancora perfetto, almeno si avrà la soddisfazione di non essersi arresi e di esserne arrivati ad una. La portata dello sforzo prodotto con impegno è sufficiente per nascondere le imperfezioni che ci saranno sempre, ma di cui, prima o poi, bisogna pure farsi una ragione. Magari poi ogni tanto prendersi una bella pausa e schiarirsi li idee è necessario, ma ho imparato che è meglio evitare di farlo nel momento in cui più si è disperati. Perché poi rimettercisi è triplamente difficile.

Voi avete tattiche di sopravvivenza collaudate? Se ne avete lasciatecele nei commenti 🙂 Io intanto vi scrivo il link al nostro sito nuovo di pacca. Luisa ci sta ancora lavorando alacremente ma io credo che stia venendo proprio bene 🙂