Ciao a tutti! Ci ritroviamo 🙂

L’altro giorno a Pemberley Pond c’è stata riunione aziendale. Una scena rara e inusuale che ci ha viste sedute diligentemente intorno al tavolo del soggiorno, armate di quaderni, penne e pennarelli colorati per sfidare i mesi in arrivo, pronte a piegarli al nostro volere. In un mondo in cui è ormai è impossibile esistere senza una dichiarazione di intenti di inizio anno, senza una precisa lista di obiettivi e un calendariamento ossessivo, noi ci siamo impegnate al massimo per rispondere a questo imperativo esistenziale. Ovviamente con elegante ritardo.

In verità quello che abbiamo fatto è stato dividere il foglio in due e scrivere bene da una parte tutto quello che davvero volevamo fare (tra le voci compare “cambiare il mondo con i libri”) e dall’altra quello che non volevamo più fare (“mission impossible: basta sprecare tempo in posta!”) per poi decidere come procedere.
Il problema principale che ci troviamo ad affrontare ultimamente è che il lavoro su commissione è aumentato parecchio (YAY grazie a tutti!!) e sta diventando sempre più difficile ritagliare del tempo per occuparci di quello che ci appassiona di più e per dedicarci ai nostri progetti personali. Ed è a questo vogliamo opporci con decisione. Non starò ad annoiarvi con il bizzarro calendario settimanale che abbiamo organizzato (e che tanto già è andato all’aria) e con il modo in cui abbiamo sezionato equamente le giornate, ma voglio invece raccontarvi quello di cui ci occuperemo nei prossimi mesi.

Avendo ghigliottinato l’anno 2017 in tre bei pezzi precisi, abbiamo deciso di dedicare il primo (gli altri ve li sveleremo più avanti) ad un tema che, se ci conoscete da un po’, saprete che ci sta molto a cuore e cioè la natura e il rapporto dell’uomo con essa.
E’ difficile torvare qualcuno che non abbia, almeno una volta, letto in giro i nomi di Thoreau e Emerson. Le loro citazioni, abusate e smozzicate, hanno appestato a lungo i social e continuano a farlo tutt’ora… tanto che un pochino ci erano venuti a noia (un pochino TANTO). Questi signori, assieme a Whitman, Emily Dickinson, Authorne e la Alcott (e tanti altri) fanno parte del trascendentalismo, che oltre ad aver esaltato la giovane ed entusiasta cultura americana rispetto a quelle Europea, ha parlato molto di natura, della sua bellezza, dello stupore che suscita nell’uomo e del suo potente influsso sullo spirito. Era quindi ora che ci immergessimo con attenzione nelle loro parole piuttosto che limitarci a leggerle tagliuzzate qua e là.

La prima impressione che abbiamo tratto dai loro scritti (siamo solo agli inizi), è l’attualità delle loro parole. Si parla dell’inizio del 1800, cioè di 200 anni fa, e loro già lamentavano vite troppo frenetiche e stressate, piene di desideri e bisogni e sempre più separate dalla natura da cui proveniamo, ma che, sopra ogni cosa, detta i ritmi della nostra vita e che con la sua quiete colma i nostri spiriti e porta pace tra le nostre ossessioni.

Ricordo con una certa nostalgia quel periodo della nostra vita in cui abbiamo vissuto per mesi interi in un pollaio, in cui cucinavamo (e bevevamo!) il tè fatto di terra e conoscevamo a memoria i disegni della corteccia dei nostri alberi preferiti. Ci penso con nostalgia e con anche un filo di apprensione… mentre il tempo che passiamo davanti al computer non fa altro che aumentare e io devo frustarmi per tenermi lontana da facebook e da tutte le altre stupide distrazioni.

Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici. Thoreau – Walden

Staremo pure diventando un po’ anzianette, ma sono cose su cui ci troviamo a pensare sempre più spesso, discutendone tra noi. In fondo basta incamminarsi in un prato o inoltrarsi nella quiete di un bosco per sentirle vere. Per sentirle risuonare dentro.

E poi tra i progetti futuri non potrà mancare Whitman, il poeta più entusiasta che ci sia. Uno dei pochi poeti che ci coinvolgano davvero e che può scrivere cose come “l’odore di queste ascelle è aroma più delicato delle preghiere” senza essere ridicolo. O cose stupende come “Lascio me stesso alla terra per nascere dalla terra che amo, se ancora mi vuoi cercami sotto le suole delle scarpe.”. Lui si nutre dello spettacolo della natura, di ogni suoi piccolo dettaglio così come di ogni suo più sconfinato panorama. Lo amiamo infinitamente.

E’ in tutto questo che ci immergeremo nei prossimi mesi e se volete unirvi a noi, questi sono i libri i cui affonderemo le radici 😉

Sì, c’è ancora Anna! Lei ancora non la lasciamo. 🙂 Per quel che riguarda lei, quello a cui stiamo lavorando è un alfabeto dedicato ad Anna dai Capelli rossi… all’interno di una serie di poster che vogliamo portare avanti per tutto l’anno e che rientra nel nostro piano di “cambiamento del mondo”. Sappiamo che molti di voi hanno scelto i nostri poster per appenderli nelle camerette dei propri figli ed è una cosa che ci riempie di contentezza. Se uno dei nostri poster avvicinerà un bambino ad un libro, beh noi avremo raggiunto uno dei nostri massimi traguardi. Quindi avanti a tutta forza!

Questa volta abbiamo anche tanta voglia di collaborare con altri creativi e abbiamo già un paio di progetti che ci frullano in testa e che speriamo di poter mettere in pratica molto presto.

E per ora credo sia tutto. Cercheremo di condividere con voi il nostro viaggio tra le pagine e vedremo cosa ne salterà fuori.

Lalla e Luisa